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domenica 3 novembre 2013

Franchi Svizzeri d'Argento

Una delle tipologie di "junk silver" che noi italiani tipicamente possiamo trovare in giro per numismatici, cassetti della nonna e mercatini sono le vecchie monete svizzere, per ovvie ragioni di vicinanza e addirittura di lingua.
  
"Junk silver" significa "argento spazzatura". E' un modo americano molto poco gentile, ok, ma molto efficace a mio avviso per definire la loro monetazione in argento che circolava sino ai primi anni '60 del secolo scorso.  Uso anch'io questo termine per altre monetazioni, di altri paesi, perchè ci si capisce al volo senza tante spiegazioni: ci si riferisce all'argento non puro, ma con una quota di rame per dare più durevolezza alle monete, che circolava in un po' tutti i paesi del mondo sino a qualche decennio fa, prima che tutto diventassa immateriale, virtuale, fiat
  
In effetti a vedere come il design dei franchi svizzeri di metallo sonante sia rimasto costante per parecchi decenni da già l’idea di come la Confoederatio Helvetica sia stato un caso peculiare di relativa stabilità monetaria nel panorama del XX secolo. Il design dell’Helvetia stante (in piedi) è lo stesso sin dal 1874 ed è lo stesso che trovate ancor oggi … con la sola piccola differenza che oggi le monete non sono più, dal 1969, di metallo nobile. Comunque se paragonate la Confederazione alpina con gli stati che la circondano vedete come col piffero che in Italia, in Francia o in Germania le monete sono rimaste le stesse, soprattutto di metallo nobile, dall’ottocento e sono a dopo le due guerre mondiali!

Vediamo questi grandi classici, le belle monete da 1/2 franco, da 1 Franco e da 2 Franchi. Un occhio particolare deve andare alle monete più grosse e a titolo maggiore, quelle da 5 Franchi, che hanno avuto un disegno diverso dalle altre della serie e un'altra evoluzione e titoli (percentuale di metallo prezioso contenuto)
  

1/2 Franco (sino al 1967)
 


Anni buoni: sino al 1967 compreso, dal 1968 le hanno coniate in cupro-nichel, un mix di rame e nichel.  Considerando un po' di usura (più sono vecchie più saranno probabilmente usurate) diciamo che una bilancina di precisione precisa ai 5 centesimi di grammo le potrà normalmente misurar sui 2,35 - 2,45 grammi.


1 Franco


Anni buoni: sino al 1967 compreso, dal 1968 le hanno coniate in cupro-nichel, un mix di rame e nichel. una bilancina suddetta le peserà fra i 4,85 e i 5 grammi nominali.


2 Franchi

Anni buoni: sino al 1967, dal 1968 le hanno coniate in cupro-nichel, un mix di rame e nichel.
La bilancina di precisione le dovrebbe pesare sui 9,80 - 10,00 grammi nominali.

 5 FRANCHI

Prima di avere una monetazione unica nazionale ogni cantone svizzero coniava pezzi proprio. Nell'ottocento via via la monetazione si è andata unificando. Già a metà secolo si coniavano monete da 5 Francs d'argento 900/1000, queste, raffiguranti "Helvetia Seduta":

un disegno molto simile al classico design anglosassone della Britannia seduta, con lo scudo... piccola differenza nelle monete britanniche troverete spesso sull'orizzonte una nave mercantile mentre evidentemente nella monetazione alpina questo soggetto difficilmente poteva apparire e rappresentare "l'anima" della nazione. Si tratta comunque si monete dall'indubbio valore numismatico e quindi poco c'entrano col tema di un sito che si chiama "bullion catalog". Se ne trovate cercatevi un buon catalgoco tipo il Krause 1801-1900 e vedete quanto vale, sicuramente svariate volte il suo peso in metallo nobile a prezzo spot. 



 5 FRANCHI (1874-1916) 

Anche questo tipo di moneta difficilmente la troverete a prezzo spot dell'argento contenuto ma la metto lo stesso per continuità temporale col discorso dei pezzi più "junk" che possono interessare al metallaro, per lo più i pezzi da mezzo, uno e due franchi visti sopra, che furono coniati sin da quando fu introdotto anche questo pezzo da 5


  
5 FRANCHI (1922-1928)






5 FRANCHI (1931-1969) 

All'epoca della grande depressione (il decennio seguito al crack di Wall Street del '29 dopo i "ruggenti anni '20" ) gli svizzeri danno una bella tagliata al metallo nobile nei loro pezzi da 5, si passa dai 25 grammi lordi a titolo 900 ai 15 grammi a titolo 835, lo stesso titolo che i pezzi più piccoli avevano avuto sin dall'800 e che continuavano ad avere 
  


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Ecco la tabella in cui ha riassunto le quantità coniate per anno e per taglio, dal 1874 al 1969 (non ho capito perchè mi è vanuta così piccola.. dovrò rifarla più leggibile):




Dal 1874 al 1969 la zecca di Berna ha usato la bellezza di quasi 3.200 tonnellate di argento puro per coniare le sue monete a corso legale, pari a circa 304 metri cubi di metallo, o un cubo di lato di 17 metri e mezzo di lato.
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Scordatevi però monete belle come quelle viste in foto quì sopra, le foto servivano solo per capire di che si parla, in realtà potrete si trovare dei bei pezzi ma anche monete lise, tipo questa: 


... come vedete è molto usurata (ha circolato nelle tasche di Michelle e Carlo e Francoise e Hans per la bellezza di 80 anni, dal conio sino a quando sarà stata tesaurizzata perchè di metallo nobile rispetto ai nuovi pezzi di rame-nickel a fine anni '60 del XX secolo!)  

Faccio notare come questa monetazione Svizzera è pressochè identica, per titoli e pesi, a quella Italiana e Francese coeva (con la grossa differenza che da noi l'argento ha preso a sparire sin dagli anni '20 e non negli anni '60 come nella confederazione alpina!). 

Esisteva una specie di Euro ante-litteram fra i paesi della cosidetta "Lega Latina". I paesi che ne facevano parte avevano deciso di coniare monete di identico peso e titolo sin dalla seconda metà dell'800.

Così le 5 Lire "scudo" italiane degli anni '60 e '70 del XIX secolo sono esattamente da 25 grammi e titolo 900 come le analoghe Francesi e Belghe (5 Francs) e Svizzere (5 Francs) dell'epoca. 

Valeva invece più del doppio il Fiorino Olandese (i 2 e 1/2 Gulden pesavano 25 grammi come i nostri scudi ma avevano titolo 945) e un po' di più il Mark Tedesco, almeno dall'unificazione degli innumerevoli staterelli germanici in avanti (1871). 

I 5 Marks Prussiani di fine '800 pesavano in genere sui 27,78 grammi ed erano a titolo 900.

Allo stesso modo le 1 Lira d'argento dell'800 dell'Italia unita pesano (pesavano, ricordate sempre che se pesano un pelo meno è per l'usura) esattamente 5 grammi e hanno titolo 835 come i Franchi Francesi e quelli Svizzeri dell'epoca.  Solo che da noi si fece martellante (anche allora!) il bisogno di svalutare la Lira e già negli anni '20 fascisti si cominciò a coniare delle 5 Lire (i famosi aquilini o aquilotti come li chiamo io) esattamente del peso e titolo delle vecchie 1 Lira ottocentesche.  

Le monetine più piccole, con la scritta Confederatio Helvetica e la cifra, 5, 10 o 20, sono i centesimi di CHF, alias "rappen" per come li chiamano gli elvetici, e non sono praticamente mai stati d'argento. Ai primi del secolo erano di nichel, poi di cupro-nichel dal 1939 ad oggi. Solo i 5 rappen dal 1850 al 1877, i 10 rappen dal 1850 al 1876 e i 20 rappen dal 1850 al 1859 sono di una lega chiamata "billon", che è composta per lo più da rame o bronzo (rame e stagno, Cu e Sn) e una piccola, imprecisata quantità di argento... ma se le trovate valgono molto di più come pezzi numismatici che per l'odore di argento che contengono!  Sono invece di bronzo (tipicamente una lega di rame e stagno) le monetine da 1 e 2 rappen.

Ricordiamo poi che due pezzi da 5 Franchi d'argento "compravano" una monetina d'oro da mezzo "marengo" o 10 Francs d'oro e che un "marengo" svizzero da 20 Francs d'oro valeva 4 pezzi d'argento da 5 ... insomma, il classico Gold/Silver standard nella sua accezione alpina. Rimando ad un altro futuribile post la trattazione sintetica dei marengi svizzeri d'oro come di tutti i marenghi "latini" in generale....



lunedì 18 febbraio 2013

Bullion francese del XX secolo

Fra le tipologie di monete d’argento ad alto titolo che un metallaro può trovare a prezzo spot o quasi (difficilmente questo quasi vuol dire a meno) ci sono anche diversi coni francesi del XX secolo. 

I Franchi “Semeuse” degli anni 1897-1920 

Alcuni storici l’hanno chiamato “il secolo breve” distinguendo degli spartiacque nella prima guerra mondiale e nella caduta del muro di Berlino, insomma, identificando il XX secolo con la divisione in due blocchi, a occidente il blocco “capitalista” e ad oriente i “socialismi” così detti “reali”. Quest’idea trova riscontro anche nella monetazione francese: sino alla fine della prima Guerra Mondiale infatti la monetazione francese è ancora quella tipica del XIX secolo e solo dal 1921 i soliti debiti di guerra spinsero anche i francesi a degradare la loro monetazione a “base metals” invece dei tradizionali oro e argento.

Come abbiamo visto nel post dedicato alla monetazione francese del diciannovesimo secolo negli anni ’70 furono coniati gli ultimi pezzi da 5 Franchi a titolo 900 e negli anni ’80 e ’90 questo tipo di grossa moneta non fu più coniato (analogamente in Italia, altro membro dell’Unione Monetaria Latina, sotto il regno di Umberto I di monete da 5 Lire ne furono coniate solo nel 1878 e nel 1879 e sono monete così rare che non possiamo pensare di includerle nella lista dei pezzi “bullion” possibile target per noi “collezionisti di metallo prezioso a peso”.

Quelle che invece si continuarono a coniare anche negli ultimi due decenni dell’800 furono i pezzi più piccoli, da ½ Franco, da 1 Franco e da 2 Franchi (a titolo 835 già dagli anni ’60). Il conio di queste tipologie di moneta continuò anche nei primi 20 anni del ‘900, sia in Francia, con le “Semeuse” che in Italia, con la monetazione di Vittorio Emanuele III (che fra l’altro era un noto collezionista numismatico) sotto il cui regno furono per esempio coniate le belle monete delle serie “Quadriga veloce” e “Quadriga briosa” da 1 e 2 Lire (pezzi da 5 Lire furono coniati appunto solo o quasi per collezionisti e infatti sono rarissimi e ben più costosi del metallo nobile che contengono).

Vediamo le tipologie “Semeuse”, “Seminatrice”, francesi di fine ‘800 primi ‘900.

Monete francesi da ½ Franco, coniati dal 1897 e sino al 1920 in 377 milioni di pezzi:
Sono fatti d’argento all’ 835% (il resto è rame, che per millenni è stato usato per dare durezza alle monete di metallo nobile essendo oro e argento molto duttili .. oltre che per inflazionare mettendo sempre meno argento e oro e più rame o altro) ed hanno un peso lordo in linea con gli standard decisi negli anni ’60 dell’800 dall’Unione Latina, 2,5 grammi, in che vuol dire che ogni monetina contiene 2,09 grammi di argento puro alias 0,0671 once troy (unità di misura anglosassone per i pesi dei soli metalli preziosi, per gli altri metalli si usa l’oncia Avoirdupois che è suo 28 grammi e rotti contro i 31,103 dell’oncia Troy).

Ecco la tabellina delle specifiche (al solito, monete consumate dalla circolazione peseranno un pelo meno):
Quindi al momento (metà febbraio 2013), con l’argento a 22,50 € l’oncia (alias 72 cent di euro al grammo) queste monetine varrebbero, del solo metallo prezioso, 1,60 €. E abbiamo così velocemente i “valori” degli altri pezzi.

½ Franc = 1,50 €
1 Franc = 3,00 €
2 Francs = 6,00 €

Aggiornamento: ad aprile 2014, un anno dopo il crollo delle quotazioni dei metalli preziosi, con l'argento a 14,50 €/oncia le quotazioni spot di queste monete sarebbero all'incirca (in realtà sarebbe cosa buona e giusta comprarle al 50% di questi valori o anche meno, stile comprooro insomma): 

½ Franc = 1,00 €
1 Franc = 2,00 €
2 Francs = 4,00 €

E i pezzi da 5 Francs abbiam detto che non li coniavano già più da decenni. Bene. Qualcuno ha notato niente? Abbiamo detto che l’Unione Latina includeva anche la Svizzera…. mumble, mumble …. Esatto! Se guardate il vecchio post sui franchi svizzeri collezionabili come bullion vedrete che i mezzi Franchi svizzeri, i Franchi e i 2 Francs targati CH hanno le stesse identiche specifiche di questi  ½, 1 e 2 Francs francesi dei primi 20 anni del XX secolo. Con la sola “lieve differenzina”: che mentre la Francia smise di coniare queste monete nel 1920 in svizzera continuarono ad essere coniate sino agli anni ’60 .. e con lo stesso identico valore facciale! Alla faccia della svalutazione, ecco perché si dice sempre “franchi svizzeri” come se si stesse parlando di prosciutti San Daniele o di Grana Padano :D

Vediamoli comunque velocemente gli altri pezzi. 

Monete francesi da 1 Franco (1897-1920), ne sono stati coniati, in totale, 440 milioni di pezzi:
Per fare un’oncia di argento puro servono quindi 7,45 Franchi (facciamo 7 Franchi e mezzo, per non avere a che fare con gli “spicci” di rame :D)

Pezzi francesi da 2 Franchi (1897-1920). Ne furono coniati 102 milioni di pezzi:
Wiki ci conferma che di pezzi da 5 Franchi ne furono coniati per esempio poche centinaia nel 1898 (a titolo 900) e che non furono neanche, ovviamente, rilasciati per la circolazione come moneta… roba da collezionisti veramente danarosi.

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10 Franchi “Turin” 

Dopo la guerra, pur vittoriosa contro “gli Imperi Centrali” (Germania-Prussia ed Austria-Ungheria) la Repubblica Francese era, come un po’ tutti, alla bancarotta, nonostante le famose “riparazioni di guerra” imposte alla Germania che furono poi secondo molti la causa principale delle tensioni che poi portarono al secondo atto della Grande Guerra pochi lustri dopo.

In Francia l’inflazione partì, pur niente in confronto a quella famosa della Repubblica tedesca di Weimar nel 1923, e le successive monete d’argento vagamente collezionabili che troviamo negli anni ’30, avevano questa faccia e sono note come “Turin”:
Sono monete piuttosto grosse, specie quella da 20, ma il titolo è drasticamente calato rispetto a tutto il secolo precedente: siamo a 680, alias 68% di argento puro (e 32% di rame), praticamente solo 2/3 della moneta è ora di metallo nobile. Personalmente non amo tenere monete con titolo inferiore all’80%, ma sono belle monete e possono piacere col loro stile un po’ liberty e un po’ “fascio”.
Come vedete pur se il valore nominale era il quintuplo delle monete da 2 Franchi Semeuse il contenuto di metallo fino era pure meno: 0,2186 once troy dei 10 Francs Turin contro le 0,2685 once troy dei 2 Francs Semeuse di 9 anni prima (1920 ultimi Semeuse coniati - 1929 primi Turin)! 

20 Franchi “Turin” 
Son monetone delle dimensioni quasi delle once di puro contemporanee e fanno la loro porca figura anche se in realtà il contenuto di fino è meno di mezza oncia. Sembra quasi che abbiano tentato di coprire un po’ la svalutazione (anche se certamente la cosa non passò inosservata :D) emettendo monetoni delle dimensioni quasi simili ai vecchi 5 Franchi ottocenteschi la cui coniazione si era fermata sostanzialmente 40-50 anni prima … evidentemente la gente allora era ancora legata all’idea che il metallo prezioso era la vera moneta, moneta sonante, e il passaggio epocale alle divise “fiat” non poteva essere accettato tanto velocemente. Oggi quasi nessuno neanche sa che per millenni solo oro e argento (e rame e bronzo, una lega di rame e stagno o rame e qualche altro metallo di base) sono stati moneta e tutti danno bellamente per scontato che pezzi di carta colorati abbiano un valore intrinseco diverso dallo zero o poco più.

Per curiosità ecco che faccia avevano preso ad avere le monete da 1 Franco negli anni ’30, come si erano ridotte:

Stessa dimensione dei vecchi Franchi Semeuse ma ora fatti di Alluminio-Bronzo

.. e durante l’occupazione nazismo, ai tempi della Francia di Vichy:
Libertè, Egalitè e Fraternitè tristemente sostituiti da Lavoro, Famiglia e Patria. Heil! Il metallo? Persino il bronzo era roba troppo di lusso: semplice alluminio :D

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E arriviamo al secondo dopoguerra, la vera fine di quei decenni tormentati. Grande crescita per tutta Europa ma negli anni ’50 l’inflazione continuava a picchiare duro visto che il franco di alluminio-bronzo degli anni ’30 erano ora sostituiti da monete da 100 Franchi in Rame-Nichel:
Nel 1960 arriva la riforma monetaria: si tolgono due zeri e si torna a coniare dei pezzi d’argento per la circolazione, in pratica in contemporanea all’emissione delle nostre 500 Lire Caravelle, Dante e Centenario.

Da morir dal ridere questo video del 1964 in cui l'allora ministro delle finanze Valery Giscard D'Estaing mostra il nuovo pezzo da 10 Franchi "Hercule" (la cui descrizione segue quì sotto), oltre a tutta la nuova monetazione, pontificando su come la moneta francese è stabile, una delle più solide del mondo...

5 Franchi “Semeuse” 

Coniati dal 1959 ma con date che vanno dal 1960 al 1969. In un decennio ne vengono prodotti 195 milioni di pezzi.

Questa moneta è scuramente l’analogo italiano delle L.500 anche per la facilità con cui oggi le potete trovare a prezzo grossomodo spot o poco più, per esempio su ebay.
Come vedete come dimensioni somigliano molto alle nostre 500 Lire, solo che sono un po’ più spessi, 2,20 contro 2,10 millimetri delle nostre caravelle e questo fa che si che pesano 12 grammi contro i nostri 11 e che l’argento puro contenuto sia pari a 0,3222 once troy contro le 0,2953 once troy dei nostri pezzi da 500 Lire. Ora come ora varrebbero, di puro contenuto, 7,25 € circa. Attenzione perché poi furono coniate monete identiche, come saprete se siete stati in Francia negli ultimi decenni, ma di cupro-nichel, per tutti gli anni ’70, ’80 e ’90.. sino all’euro. 

10 Franchi “Hercule” 

Un po’ più slittata nel tempo è stata invece la coniazione di pezzi da 10 Franchi “Hercule”. Come abbiamo visto il design di Ercole con le due dame è vecchio come la Rivoluzione di più di 200 anni fa ed è un pattern che si è ripetuto più volte negli ultimi 2 secoli. Il titolo risale rispetto l’835 dei 5 Francs Semeuse sino ai classici 900 delle monetone del XIX secolo di cui riprendono anche il peso di 25 grammi. Questo tipo di moneta è una vera a propria “rimpatriata”, un ritorno d’orgoglio per il proprio passato e se non guardate la data potete tranquillamente confondere questi pezzi con quelli del 1848 o del 1870
Ovviamente ormai non siamo più nel campo delle monete coniate per la circolazione e infatti questi pezzi li troverete quasi immancabilmente in ottime condizioni, al massimo un po’ di annerimento che li rende anche più belli. 

50 Franchi “Hercule” 

E siamo arrivati ai famosi anni ’70: gli shock petroliferi, l’inflazione… e il primo bull market dei metalli preziosi che arrivò al culmine nel 1980 con un prezzo di quasi 50 dollari (di più di 40 anni fa!) l’oncia per l’argento.

L’ultima tipologia di moneta, ormai ovviamente solo da investimento, è infatti la più grossa che si sia mai vista coniare in Francia, i mitici Ercole da 50 Franchi, coniati per tutto il bull market, dal 1974 sino al 1980 (quest’ultima annata il Krause la da come “solo in set”, che non so bene cosa significhi, immagino insieme ad altre monete, tipo quei fogli di plastica con una moneta per tipo coniate nel tal anno dalla tal zecca.. le cosidette “divisionali”). Di queste monetone ne sono stati coniati quasi 47 milioni di pezzi.

 scusate ma blogstop non consente di regolare a piacere la dimensione delle immagini. 
Questa è si, la moneta a più grosso modulo di questo post ..
ma per le dimensioni vere di ogni moneta rifatevi alle tabelline blu:
Eh si, siamo già sulle dimensioni e pesi di puro vicini alle odierne once da investimento. Pochi anni dopo, nel 1986, inizia la coniazione degli American Silver Eagle, nel 1988 dei Maple Leaf canadesi e così via…. 


un'ultima immagine, una curisità, per finire: l'ultimo franco, design by Stark:



domenica 17 febbraio 2013

Le 500 Lire d'argento italiane del 1958-1967

In Italia il grande classico per chi vuole accumulare argento sono le mitiche 500 lire "della nonna" (dico così perchè mia nonna ne raccolse parecchie nei primissimi anni '60 e sono cresciuto, come credo molti, in una casa in cui in un cassetto ce n'erano una gran quantità avvolte in vecchi fazzoletti gialli). 

La maggior parte delle 500 lire d'argento coniate sono le bellissime "Caravelle", ma ci sono anche le "Centenario" del 1961 (anno appunto dei 100 anni dell'unità d'Italia, secondo me fra le più brutte monete mai coniate... purtoppo! perchè ce ne sono tante in giro) e le "Dante", del 1965, bellissime.

Inoltre ci sono un certo numero di emissioni particolari, fondamentalmente per collezionisti, occasionalmente anche belle ma che personalmente non pagherei che molto poco oltre lo spot. Sono monete coniate in numero limitato di anno in anno, con soggetti diversi tipo "l'anno di Rossini", "2000 anni dalla nascita di Virgilio" "anniversario di Marconi" e compagnia bella, sempre FdC o quasi perchè sempre appunto collezionate e non fatte circolare. Diciamo che come "bullion" non ci interessano (a meno di trovarle a prezzo d'occasione cioè grossomodo a prezzo di quotazione spot). Se per caso invece vi viene la curiosità di studiarle e collezionarle comunque il link migliore che vi posso dare è quello della pagina sulle L.500 da collezionismo numismatico del colossale sito La Moneta.

Ma ecco per chi non le conoscesse quelle che per me sono sicuramente fra le più belle monete d'argento al mondo:

le 500 Lire d'argento "Caravelle"


(delle 1000 Lire "Concordia" invece ne furono coniate 3.011.000 pezzi)

Quelle che interessano a noi sono quelle dal 1958 al 1967, evidenziate in blu più chiaro nella tabella. Le successive o addiritture le "PROVA" del 1957 sono roba da numismatici e i premium da pagare oltre lo spot possono rendere queste monete inadatte allo scopo di accumulare metallo prezioso "a peso".

Le 500 del 1957 sono un curioso e secondo alcuni voluto "errore di conio", furono infatti coniate con il vento che gonfia le vele in una direzione e le bandierine in cima agli alberi che sventolano nell'altra direzione... probabilmente fu un errore calcolato, e scommetto che i rarissimi esemplari finirono nelle mani di pochi noti, come qualche dipendente della zecca, ma sono illazioni. Queste "PROVA", a seconda della condizione di conservazione, vengono valutate parecchie migliaia di euro, sino ai 10-20.000 euro per un esemplare in conservazione FdC (Fior di Conio).

Le "PROVA" del 1957 con le banderuole in cima agli alberi che sventolano controvento

Come dicevamo sono invece le annate fra il 1958 e il 1967 quelle che ci interessano come compratori di argento "bullion" come dicono gli anglosassoni, cioè lingotti o monete "da massa".

le 500 Lire d'argento "Centenario" del 1961

Notate dalla tabella come l'anno del Centenario dell'Unità d'Italia (1961) la quantità di 500 Lire "caravelle" coniate è stata minore degli anni subito prima e subito dopo. Per questo alcuni ritengono che l'annata 1961 sia da considerare la più rara e non sarà difficile trovare qualcuno che vorrà vendervi le 500 Lire del 1961 a prezzo di numismatiche. Stesso discorso per l'anno in cui le L.500 furono coniate in due guise, come "Dante" e come "Caravelle", il 1965. Curiosamente anche se di Caravelle nel 1965 ne furono coniate il doppio rispetto al 1961 alcuni ritengono più rara l'annata 1961. Comunque sia, come metallari, ce ne freghiamo: a noi interessa sostanzialmente il peso e quindi che se le tengano le "annate rare" se ce le vogliono vendere al doppio del prezzo spot dell'argento contenuto.

Le annate successive al 1967 sono state emesse in "kit" per collezionisti e di norma sono FdC perchè appunto non hanno mai circolato e si trovano anche nella loro "bolla" di plastica originaria. Secondo la mia personalissima idea di "pezzo numismatico" queste non lo sono, e se ne ho comprate è stato solo per curiosità e comunque le ho pagate a prezzo dell'argento contenuto o con un "premium" di 5-15%.

le 500 Lire d'argento "Dante" del 1965, VII centenario dalla nascita del sommo poeta


Peso lordo: 11,00 grammi
Quelle circolate molto peseranno anche 10,85-10,95 per l'usura e le frazioni di argento che hanno lasciato nelle tasche di chi le ha usate come denaro all'epoca. Non direi che è un gran problema. Comunque furono tesaurizzate per la maggior parte quasi immediatamente percui in generale non sono usuratissime.

Normalmente non sono state falsificate per via del piccolo valore della moneta, ma se l'argento veramente arriverà a decuplicare di prezzo nei prossimi anni potrebbero iniziare a girare anche dei nuovi falsi. Comunque qualche falso gira (se considerate che hanno falsificato gli euro e persino i 50 cent!).

Titolo: 0.835 (o 835/1000, che è la stessa cosa)
cioè sono d'argento per l'83,5% e il resto è rame.

Peso Netto d'argento: 9,185 grammi
pari a 0,2953 oncie Troy

Diametro: 29,00 - 29,50 mm

Anno: nelle caravelle è scritto solamente, in rilievo, nel bordo della moneta, a ore 18-20 guardando il lato della dama, oltre alla scritta, sempre in rilievo REPUBBLICA ITALIANA fra stellette.


Date anche un'occhiata a un formidabile sito, La Moneta: potete vedere la loro pagina sulle 500 Lire d'argento, compresa un'immagine del bordo su cui trovate l'anno di conio e molte altre informazioni cliccando quì.

Ci vogliono 3,38 monete per fare un'oncia di argento puro e 109 monete per fare un kg d'argento puro (108,8 e rotti per l'esattezza).


Ogni tanto ho fatto un post sui prezzi che le L.500, le "5 fette" fanno su ebay. Ecco i link:


imperdibile questo primo post sulle (rare per adesso) 500 Lire FALSE!!

e quest'altro su un'altra L.500 FALSA trovata dal nostro GB

un post sulle tolleranze sul peso a proposito di una L.500 "Virgilio" del 1981

un'altra 500 Lire FALSA trovata dal nostro Marco'70